Tra i 9 e i 12 mesi il bambino comincia davvero a voler comunicare con il mondo.
Anche se non pronuncia ancora parole vere, sperimenta mille modi per farsi capire: ti guarda negli occhi, indica con il dito, fa gesti, ride, vocalizza, chiama.
Ogni suono, ogni sguardo, ogni movimento è una forma di linguaggio: è così che nasce la comunicazione.
In questa fase, potresti sentire suoni come “ba-ba”, “ma-ma”, “pa-pa” - suoni ripetuti che per lui o lei hanno già un significato affettivo, anche se non sono ancora parole “complete”.
Intorno all’anno, molti bambini iniziano a dire una o due parole riconoscibili, spesso legate alle persone o agli oggetti più familiari (“mamma”, “papà”, “pappa”, “ciao”).
Parlagli spesso, con voce calma e tono affettuoso. Anche se non risponde con parole, ti sta ascoltando.
Nomina ciò che fate insieme (“adesso mettiamo la pappa”, “prendiamo la palla”), così collega le parole alle esperienze.
Ripeti e amplia i suoi suoni: se dice “ba”, puoi dire “palla, sì, la palla!” così capisce che quello che dice ha un senso.
Leggete insieme libri cartonati semplici, con immagini grandi e parole brevi.
Rispondi ai suoi gesti e sguardi: ogni volta che lo fai, rinforzi la sua sicurezza nel comunicare.
Spesso bastano osservazione, giochi e letture condivise per stimolare il linguaggio in modo naturale.
Quando parlarne con il pediatra:
- se a 12 mesi non vocalizza o non reagisce ai suoni;
- se non cerca lo sguardo o non tenta di comunicare attraverso gesti o vocalizzi;
- se tra i 18 e 24 mesi non produce parole o non mostra curiosità verso il linguaggio.